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Pensieri
Dall'Introduzione al corso CIME - Varenna 1959
"... riesce particolarmente pregiudizievole la tendenza
a sopravvalutare - spesso, addirittura in modo esclusivo - la ragione che, a
mio avviso, e' invece utilissima solo a patto di venir considerata come un complemento
atto a perfezionare tutte le altre facolta' istintive intuitive psicologiche
(ma non -guai! - a surrogarle)."
Dal Convegno della C.I.I.M. Viareggio (24-25-26 ottobre.l974)
Valore degli esempi
"[...]le esemplificazioni pratiche più semplici (ridotte magari a cenni) devono precedere ogni teorizzazione per creare anzitutto una motivazione, atta a predisporre all'accettazione di astrazioni che appaiono giustificate, ed evitare così la reazione di rigetto che la via opposta spesso produce, non del tutto ingiustificatamente."
La mania del rigore
"Il rigore è indubbiamente necessario, ma la mania del rigore è spesso controproducente. Una dimostrazione ineccepibilmente logica, valida sotto condizioni estremamente generali, è in genere complicata e priva di prospettiva, nascondendo il concetto intuitivo essenziale nella foresta di minuzie occorrenti solo per includere o casi marginali o estensioni smisurate."
Astratto = multiconcreto
"[...]il significato degli assiomi non è "astratto" se non nel senso di "multiconcreto": esprime e idealizza proprietà riscontrabili in svariati casi e che è ragionevole prevedere troveranno analoga applicazione in molte altre applicazioni più o meno analoghe."
"Quanto detto, sia pur succintamente, contro la contrapposizione fra concreto e astratto, conduce in modo naturale, e analogamente, a rivalutare gli aspetti più attivi, più creativi (ma anche, e proprio per ciò, più avventurosi, fantasiosi, soggettivi) del nostro modo di pensare. Il rigido e impeccabile ragionamento deduttivo non può (nè dovrebbe; altrimenti esorbiterebbe dal campo su cui si estende il suo diritto di sovranità) condurre a nessuna conclusione "nuova", cioè non già implicitamente contenuta nelle premesse."
Da Probabilismo In: Logos (Biblioteca di Filosofia, diretta da A. Aliotta), Pezzella, Napoli, 1931, p.163-219.
“Certo, non si potrà ammettere il determinismo; non si potrà ammettere l’esistenza, in quel famoso preteso regno di tenebre e di mistero, di leggi immutabili e necessarie che regolano l’universo, e non si potrà ammettere che ciò sia vero per il semplice motivo che, al lume della nostra logica, ciò è privo di un significato qualsiasi. La scienza, intesa come scopritrice di verità assolute, rimane dunque, e naturalmente, disoccupata per mancanza di verità assolute. Se cade infranto il freddo idolo marmoreo di una scienza perfetta, eterna e universale, che noi potremmo cercare soltanto di sempre meglio conoscere, ecco in sua vece al nostro fianco una creatura viva, la scienza che il nostro pensiero liberamente crea. Creatura viva: carne della nostra carne, frutto del nostro tormento, compagna nella lotta e guida alla conquista.”
"Quel che si potrà dire è
questo: io prevedo che il tale fatto avverrà, e avverrà
nel tal modo, perchè l'esperienza del passato e l'elaborazione scientifica
cui il pensiero dell'uomo l'ha sottoposta mi fanno sembrare ragionevole questa
previsione.
La differenza essenziale da rilevare è nell'attribuzione del 'perchè':
non cerco perchè il FATTO che io
prevedo accadrà, ma perchè IO prevedo
che il fatto accadrà."
"Quel che è logico è esatto, ma non dice nulla"
Lettera di K.J.Arrow a Aldo Montesano
What Does Harry Markowitz Think
L'attività didattica di Bruno de Finetti nei documenti di G. Lucchini
Discorso di Ciampi LA STATISTICA NELL'ATTIVITA' DELLA BANCA D'ITALIA
Cogressi Internazionali di Statistica
Scholar Index Bruno de Finetti
Notizie sui Finetti stilate da Fulvia de Finetti
I giovani esploratori di Trento al tempo dei ricordi di Bruno de Finetti
Ha fatto ridere de Finetti In Elzapoppin 23 aprile 1949
Due poesie tratte da Bradley P. Carlin (2001) - The Bayesian Songbook. University of Minnesota, June 14, 2001
Disegni di Bruno de Finetti
Bruno de Finetti nelle parole incrociate
Le vie Bruno de Finetti
Una strana rassomiglianza
Il giovane Luca Barone, della Goldman Sachs International, autore di un brillante intervento all'International Symposium "Bruno de Finetti Centenary Conference" (Roma 15-17 novembre 2006), dal titolo Bruno de Finetti and the Case of the Critical Line’s Last Segment, ha fatto venire in mente a qualcuno dei presenti il giovane Bruno de Finetti dei tempi del Congresso Internazionale dei Matematici del 1928 a Bologna, sia per la preparazione scientifica e l'entusiasmo sia per l'aspetto fisico di Luca Barone, come è dimostrato dalle due foto del giovane Luca e del giovane Bruno messe qui a confronto:
Abbiamo il piacere di pubblicare la corrispondenza scambiata via e_mail fra la signora Fulvia de Finetti e Luca Barone.
Da: Barone, Luca [mailto:luca.barone@gs.com]
Inviato: lunedì 30 ottobre 2006 11.39
A: Fulvia de Finetti
Oggetto: RE: Articolo sul JOIM
Gentile Signora de Finetti,
grazie per l'e-mail! Mi ha fatto davvero piacere leggerla.
Il mio intervento ai Lincei sarà quasi tutto di tipo geometrico. Non
utilizzerò nemmeno una formula. Vorrei davvero far capire la sostanza
del problema attraverso i grafici.
Avevo intuito la passione di Suo padre per le rappresentazioni geometriche,
non solo per i grafici che ho trovato nel suo libro su "Matematica Logico-intuitiva"
ma anche perché ne "Il problema dei pieni" utilizza molto spesso
il verbo «vedere», come a significare che riusciva a capire la soluzione
geometrica prima di trovare quella analitica. Come, ad esempio, nel seguente
brano:
"Poiché è da escludere nella normalità dei casi
pratici che la riassicurazione abbia a spingersi fino a tale punto, importa
essenzialmente vedere come entrino in gioco le limitazioni 0 <= ah <=
1 di cui non s'è ancora tenuto conto. Sarebbe facile vedere subito e
direttamente che la soluzione è la stessa di prima, anche quando la costante
A non sia tanto piccola da rendere <= 1 tutte le ah, salvo a porre = 1 tutte
le ah che risulterebbero superiori all'unità. Ma sarà forse più
chiarificatrice la considerazione seguente che ci fa « vedere» [virgolette
nell'originale] la via lungo la quale è più conveniente procedere
mano a mano che si voglia diminuire il rischio aumentando la riassicurazione.
..."
Mi ha fatto molto piacere leggere che il mio intervento sarebbe stato apprezzato
anche da Suo padre. Trovo davvero strano che "Il problema dei pieni"
sia rimasto così a lungo sconosciuto al mondo accademico anglosassone
e mi ha fatto piacere contribuire alla sua riscoperta. Avrà letto nelle
scarne note storiche riportate nel mio paper che il Capitolo 5 del libro di
Buhlmann si basa su "Il problema dei pieni". Sarebbe interessante
sapere se Buhlmann conosce l'italiano o se si è basato su una traduzione
(che però non compare nella bibliografia di De Ferra).
Ho anche letto quello che Rubinstein scrive nella sua Introduction: «Why
did de Finetti, himself, whose spoken English was good (although he did not
write in English) and who was certainly not shy, not bring this to the attention
of those working in finance? Perhaps the key to this mystery is his daughter’s
Fulvia’s communication to Pressacco concerning her father that “as
a general attitude of his character he was not interested to claim merits for
himself, but just to fight for the triumph of the ideas he thought to be correct
against the wrong paradigms.”»
Quanto a Francesco Barone (immagino, il filosofo - accademico dei Lincei - scomparso
nel 2001), no, non siamo parenti. Non sono neanche parente del Mario Barone
che aveva un figlio col mio stesso nome - tragicamente scomparso - a cui i Lincei
hanno dedicato una borsa di studio (www.lincei.it/premi/BANDI.1999/BARONE.html).
E neppure dell'economista Enrico Barone, a cui è dedicata la biblioteca
di Economia alla Sapienza. Almeno credo ... .
Mi farà davvero piacere conoscerLa alla Conferenza.
Buona giornata,
Luca Barone.
Da: Luca Barone [mailto:luca.barone@gmail.com]
Inviato: venerdì 17 novembre 2006 20.25
A: fdefinetti@tiscali.it
Oggetto: Bruno de Finetti Conference - Saluti
Gentile Signora de Finetti,
mi ha fatto molto piacere conoscerla di persona, stamattina. Avevo già letto le sue belle testimonianze sul sito dedicato a suo padre e ne ero rimasto colpito. In particolare, mi avevano commosso i "saluti a Dio"!
Non ho avuto la fortuna di conoscere suo padre, però da quello che si può capire dalle fotografie, ho trovato una forte somiglianza nella luce dei due sguardi - padre e figlia.
Come le ho accennato, il caso ha voluto che mia zia mi abbia scattato qualche settimana fa una fotografia che mi ritrae di profilo e che si sia divertita ad accostarla ad una di suo padre. Giudichi lei l'accostamento. E' per me di buon augurio!
Un caro saluto,
Luca Barone